Il Calice di Pietro Biazzi

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Una Lettura Simbolica

di Mons. Giovanni Tangorra
Docente presso la Pontificia Università Lateranense

Cosa sono i simboli? In termini brevi si può rispondere: sono figure, riti, parole, che rimandano a un altro significato, più profondo, e non immediatamente percepibile. L’uomo si è espresso in simboli fin dall’antichità, tanto da essere definito homo symbolicus. La sua prima letteratura è nei disegni delle caverne preistoriche. Nelle Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar fa dire all’imperatore: «Il simbolo va oltre l’atto, spiega ciascuno dei nostri gesti in termini di meccanica eterna». I simboli uniscono la terra e il cielo, il dentro e il fuori, la ragione e le emozioni. Il loro uso ideale è nel mondo dei riti, e per questo tutta la liturgia cristiana è fatta di simboli. Gli stessi sacramenti sono simboli teologici, e se l’uomo odierno sembra non capirli più, forse è perché sta inconsciamente perdendo questa sua capacità innata di esprimersi per simboli. Ormai tutto è tecnico o tecnologico, la verità si tocca non si intuisce. Qui dobbiamo parlare dei simboli del calice di Pietro Biazzi, che impreziosisce il Museo diocesano prenestino. La sua storia è già stata ricostruita dalla dott.ssa Maria Teresa Ciprari, mi limito a richiamare l’attenzione sui tre gradini del calice, con un percorso teologico che va dalle figure alla loro realizzazione. […]

Datazione: 1864

Autore: Pietro Biazzi, argentiere attivo a Roma tra il 1858 ed il 1867

Materiali: argento e argento dorato, lavorazione al tornio, fusione, sbalzo e cesello

Numero di catalogo CeiOA:
12-759634 INP 0421

Provenienza: dalla Cattedrale di Sant’Agapito martire, Palestrina

Collocazione: sala degli argenti, Museo diocesano prenestino di arte sacra