Bambino Dormiente

You are currently viewing Bambino Dormiente

Il Bambino Dormiente

di Maria Teresa Ciprari
Direttore Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra

Nella sala delle Confraternite nel Museo diocesano prenestino di arte sacra è possibile ammirare una delicatissima scultura di Gesù Bambino, del tutto particolare per la sua iconografia, un manufatto probabilmente databile al 1700 e proveniente dalla chiesa di Santa Maria de Arce in San Vito Romano, più verosimilmente pertinente a San Biagio, almeno stando al ricordo dei fedeli che raccontano come “don Augusto (il parroco ndr) lo poneva sull’altare a Natale prima sdraiato, poi seduto”.

Il Bambino, in cartapesta, siede su una sedia di legno, dorme profondamente, con la testa reclinata a sinistra, poggiata sulla manina, mentre il braccio è sostenuto dal bracciolo della poltroncina lignea dorata con alto schienale e piccoli fiori stilizzati incisi su cui è seduto.

Finemente decorato l’abito del piccolo Gesù, con fondo dorato e motivi floreali colorati, bianchi, rossi e verdi. Le bordature dell’abito sono anch’esse ornate con elementi curvilinei e puntini bianchi, una cinta stringe l’abito in vita, il risvolto della scollatura del vestito è bordeaux con delicati e minuziosi decori bianchi. Gesù è raffigurato con il piedino sinistro poggiato sul globo, mentre l’altro è su un cuscino rosso, elemento aggiunto in seguito all’insieme, che comunque doveva prevedere un appoggio.

La figura di Gesù misura 26 centimetri di altezza, la seggiola 23. Il restauro eseguito dalla dottoressa Serena Gossi della Ditta Essepi restauri nel marzo 2005 ha evidenziato che la sedia è in legno, mentre il Bambino è realizzato in cartapesta stuccata e dipinta, con capelli naturali castani, applicati con colla cervione.

Il Bimbo Re dorme sereno, il suo piedino che poggia sul mondo, un globo dorato, è il segno della sua potenza, l’espressione di tenerezza che promana dal suo volto dalle gote rosse infonde tranquillità e pace.

Il pezzo esposto al Museo diocesano è stato oggetto di ricerca da parte di uno studioso ligure, Giorgio Fedozzi, il quale ha pubblicato il suo lavoro dal titolo L’iconografia del Bambino dormiente di San Bartolomeo al Mare. Interessanti i raffronti che il volumetto presenta, proprio in riferimento alla scultura presente nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, in San Bartolomeo al Mare, provincia di Imperia.

Molto nutrita la galleria di immagini che viene proposta al lettore. Sono rappresentati Bambini dormienti da provenienze diverse, dall’Italia, ma anche da Spagna, America latina, Francia, Inghilterra, a dimostrazione di una iconografia particolare, ma diffusa, di origine spagnola secondo l’autore.

Colpisce notare soprattutto come questo tipo di raffigurazione venga messa in relazione anche con la passione di Cristo, che porta gli artisti ad arricchire la loro opera con elementi quali la corona di spine, o la lancia. Spesso il Bambino è raffigurato con abiti ricchi e preziosi, la sedia diventa un trono, a sottolineare ancora di più la regalità di Gesù. Il “nostro” Bambino dormiente è accostato in particolare a due manufatti conservati uno a Roma, presso il monastero agostiniano dei Santi Quattro Coronati al Celio, e l’altro nella sagrestia della chiesa dedicata a San Bartolomeo: il Bambino di San Bartolomeo al Mare.

Questa ultima scultura è in legno e si riconduce ad un autore ignoto, sardo -ispanico di XVI-XVII sec. Fedozzi ha potuto condurre una ricerca di archivio più fruttuosa. Dai documenti rinvenuti, anche se tardi, emerge come questa statua venisse portata in processione il primo gennaio, in occasione della festa dell’imposizione del nome di Gesù, una festa ancora celebrata in Italia, ma anche in Spagna da oltre quattro secoli, e in America. Nel calendario ambrosiano essa permane tuttora nella stessa data, invece, per il Rito romano, Paolo VI nel 1969 l’ha sostituita con la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Giovanni Paolo II nel 2002 l’ha ripristinata come memoria facoltativa, ma fissandola al 3 gennaio.

Datazione: XVIII sec

Autore: ignoto, manifattura napoletana?

Materiali: cartapesta stuccata e dipinta, capelli naturali; legno dorato e inciso

Numero di catalogo CeiOA:
12-1080772 INP 0049

Provenienza: San Vito Romano, chiesa di San Biagio/ Santa Maria de Arce

Collocazione: sala delle confraternite, piano terra, Museo diocesano prenestino di arte sacra